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	<title>Andrea Tronzano</title>
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		<title>Termovalorizzatore, stop per il monitoraggio sanitario &#8211; CittAgorà</title>
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		<pubDate>Fri, 24 May 2013 15:13:54 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L’impianto di termovalorizzazione del Gerbido si fermerà dalle ore 24.00 del 3 giugno fino al massimo al 30 giugno, come richiesto dalla Provincia di Torino. Lo stop è necessario per verificare, prima che l’inceneritore funzioni appieno, le attuali condizioni sanitarie di quasi 400 persone, individuate dalle Asl 1 e 3. E per poter poi quindi [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" alt="TRM" src="http://www.comune.torino.it/cittagora/uploads/gerbido525.jpg" width="252" height="168" /> L’impianto di termovalorizzazione del Gerbido si fermerà dalle ore 24.00 del 3 giugno fino al massimo al 30 giugno, come richiesto dalla Provincia di Torino. Lo stop è necessario per verificare, prima che l’inceneritore funzioni appieno, le attuali condizioni sanitarie di quasi 400 persone, individuate dalle Asl 1 e 3. E per poter poi quindi valutare eventuali mutamenti e problemi sanitari. A comunicarlo il 22 maggio nella seduta congiunta (presieduta da Marco Grimaldi) delle Commissioni Sesta, Prima e Terza e Conferenza dei Capigruppo, sono stati Bruno Torresin e Andrea Viero, presidente e amministratore delegato di Trm, società che gestisce l’impianto. Al momento, comunque – ha dichiarato Carlo Bussi di Arpa Piemonte – non ci sono state situazioni anomale. Alcuni parametri non sono ancora in linea, ma è normale in questa fase – ha spiegato – dato che l’impianto non è ancora a regime.<br />
Il monitoraggio sanitario coinvolgerà anche gli addetti di TRM e delle ditte di appalti e subappalti.<br />
Per spiegare l’investimento economico degli azionisti privati, è quindi intervenuto Andrea Viero, da febbraio 2013 amministratore delegato di TRM S.p.A.: “Il Gruppo Iren, con il supporto del Fondo F2i, ha acquisito l’80% di TRM e il 49% di Amiat per far crescere il Gruppo in Italia nel settore Ambiente, sfruttando anche i risparmi consentiti dalle economie di scala (ad esempio, derivanti dall’acquisto della soda necessaria ai vari impianti, dai costi di gestione e manutenzione, dall’utilizzo del personale già impiegato da Iren in Piemonte per altre attività, ecc.). Con l’obiettivo di fare di Amiat e TRM la base di sviluppo del Gruppo in Piemonte, con vantaggi, anche occupazionali, per il territorio”.<br />
I collaudi dell’impianto del Gerbido – ha concluso Viero – dovrebbero finire subito dopo l’estate. E i dati delle emissioni saranno pubblicati sul sito web di TRM e potranno essere visti in tempo reale anche su monitor collocati nei Comuni interessati e nelle Circoscrizioni 2 e 10 della Città di Torino.<br />
Al dibattito in Commissione sono intervenuti i consiglieri Grimaldi, Mangone, Lo Russo, Appendino, <strong>Tronzano</strong>, Genisio e Viale.<br />
Nella foto: <em>Il termovalorizzatore del Gerbido (foto TRM)</em>.</p>
<div>M.Q.</div>
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		<title>Feste di via, la Sala Rossa interviene &#8211; CittAgorà</title>
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		<pubDate>Tue, 21 May 2013 15:08:36 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Una maggiore definizione dei ruoli delle Associazioni e delle Circoscrizioni nella gestione della feste di via. Lo chiede il Consiglio comunale con l’approvazione durante l’ultima seduta di una mozione (primo firmatario il consigliere del Pd, Marco Muzzarelli) che evidenzi il tema al sindaco e alla giunta di Palazzo civico. In particolare, la mozione chiede il [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright" alt="Locandina" src="http://www.comune.torino.it/cittagora/uploads/festa_di_via_borgaro.jpg" width="148" height="210" /> Una maggiore definizione dei ruoli delle Associazioni e delle Circoscrizioni nella gestione della feste di via. Lo chiede il Consiglio comunale con l’approvazione durante l’ultima seduta di una mozione (primo firmatario il consigliere del Pd, Marco Muzzarelli) che evidenzi il tema al sindaco e alla giunta di Palazzo civico.<br />
In particolare, la mozione chiede il riconoscimento delle Associazioni commercianti locali nel ruolo di organizzatore unico delle feste di via in città, evitando di dare responsabilità dirette a eventuali soggetti terzi incaricati dalle Associazioni stesse.<br />
L’iniziativa consiliare chiede anche maggiori verifiche nell’efficacia delle feste di via, con la presentazione di un progetto concordato con le Circoscrizioni, che dovranno poi verificarne la riuscita. Progetti in cui risultino evidenti gli indicatori economici, l’effettiva ricaduta sul territorio e per gli esercizi del commercio fisso.<br />
L’atto chiede inoltre l’istituzione di tavoli di lavoro in Circoscrizione al quale possano partecipare i presidenti delle Associazioni e i coordinatori del progetto.<br />
L’atto è stato al centro di un dibattito al quale sono intervenuti i consiglieri Muzzarelli, Liardo, <strong>Tronzano</strong>, Magliano, Bertola, D’Amico e Alunno. Ventotto i voti favorevoli (tra i quali, oltre ai gruppi di maggioranza, anche quelli dei Consiglieri dei gruppi di minoranza), nessun contrario e un astensione.<br />
Nella foto: <em>La locandina della festa di via Borgaro di domenica scorsa</em>.</p>
<p>R.T.</p>
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		<title>Saluto alla Protezione Civile Sezionale &#8211; Associazione Nazionale Alpini sez. Torino</title>
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		<pubDate>Fri, 17 May 2013 15:47:41 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ci aveva promesso che sarebbe venuto a trovarci in occasione della nostra recente esercitazione ma per sopraggiunte urgenze non gli fu possibile. Ma gli Alpini di Torino sono tenaci e così, in occasione della cena di chiusura dell’esercitazione è riuscito ad essere tra noi. Sto parlando di Roberto Ravello, assessore all’ambiente della Regione Piemonte con [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Ci aveva promesso che sarebbe venuto a trovarci in occasione della nostra recente esercitazione ma per sopraggiunte urgenze non gli fu possibile. Ma gli Alpini di Torino sono tenaci e così, in occasione della cena di chiusura dell’esercitazione è riuscito ad essere tra noi. Sto parlando di Roberto Ravello, assessore all’ambiente della Regione Piemonte con Delega alla Protezione Civile.</p>
<p>L’occasione è stata quanto mai propizia, quasi 50 volontari, 15 giovani del Coordinamento Giovani Alpini e tanta ma tanta convivialità. <strong>Ospite anche il Consigliere Comunale di Torino Andrea Tronzano</strong>. Cornice assolutamente non preparata il Presidente Sezionale Gianfranco Revello ha consegnato al Coordinatore Sezionale (Gianni Gontero), ai suoi Vice (Massimo Lombisani, Massimo Berutti) e al Segretario (Piercarlo Vespa) un Crest della Sezione di Torino per il buon esito dell’esercitaizone sezionale. Mozione speciale per Dario Galletto per i servizi erogati alla Sezione di Torino.</p>
<p>Come anticipato la cosa non era stata in alcun modo preparata ed in virtù di questo principio è riuscita bene. Al saluto del Presidente Revello si è unito il Coordinatore Sezionale che ha ringraziato la rappresentanza di volontari (essenzialmente capi squadra) con la preghiera di porgere il ringraziamento a tutti i volontari che hanno partecipato alla nostra Esercitazione Sezionale. In conclusione, il Dott. Ravello ha tenuto un discorso finale nel quale ha rinnovato la stima per la nostra associazione e, soprattutto, ha ribadito l’importanza del Volontariato tutto all’interno del Sistema Integrato di Protezione Civile.</p>
<p>Un intervento senza alcuna retorica, ma dettato dal cuore, che è stato molto apprezzato dagli intervenuti. E’ stata una bella serata, semplice, all’Alpina !!</p>
<p>Massimo Lombisani</p>
<p><a href="http://andreatronzano.com/wp-content/uploads/2013/05/Sezione-Alpini3.jpg"><img class="alignleft  wp-image-13426" alt="Sezione Alpini3" src="http://andreatronzano.com/wp-content/uploads/2013/05/Sezione-Alpini3-550x308.jpg" width="330" height="185" /></a></p>
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		<title>“Superare i campi nomadi coniugando solidarietà e legalità” – CittAgorà</title>
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		<pubDate>Fri, 17 May 2013 15:32:21 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[“Deve essere chiaro che i 5 milioni di euro per l’emergenza nomadi a Torino sono stati stanziati dal Governo (all’epoca in cui ministro degli Interni era Roberto Maroni), sono gestiti dalla Prefettura – che deve dare il benestare ai vari progetti &#8211; e sono vincolati a quel determinato scopo, per cui non possono essere altrimenti [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>“<em>Deve essere chiaro che i 5 milioni di euro per l’emergenza nomadi a Torino sono stati stanziati dal Governo (all’epoca in cui ministro degli Interni era Roberto Maroni), sono gestiti dalla Prefettura – che deve dare il benestare ai vari progetti &#8211; e sono vincolati a quel determinato scopo, per cui non possono essere altrimenti destinati. E’ importante che i cittadini lo sappiano, tanto più in una situazione di generale difficoltà sociale ed economica come quella che stiamo vivendo</em>”. L’assessore Elide Tisi ci ha tenuto a ribadirlo, durante un incontro con le Commissioni Pari Opportunità e Servizi sociali. La Città di Torino ha sottoscritto un “Protocollo Rom” con la Prefettura e costituito un gruppo di lavoro invitando a parteciparvi enti come la Regione Piemonte e la Provincia di Torino, le Circoscrizioni, la Diocesi, la Chiesa Ortodossa Romena (alla quale fanno riferimento gran parte dei nomadi rom), Compagnia di San Paolo, Università, Questura e naturalmente la Prefettura. <img class="alignright" alt="Lungo Stura Lazio" src="http://www.comune.torino.it/cittagora/uploads/lungo_stura_lazio_001.jpg" width="252" height="168" /><br />
Gli interventi che saranno effettuati partiranno dal presupposto della reciprocità tra diritti e doveri: i percorsi di inclusione (abitazione, lavoro) saranno basato su una libera assunzione di responsabilità da parte dei beneficiari, ha spiegato l’assessore Tisi, specificando inoltre come il superamento dei campi nomadi non autorizzati sia la priorità. Allo studio anche l’incentivazione dei rimpatri volontari, non dimenticando che la grande maggioranza dei nomadi, in particolare quelli di nazionalità romena, sono cittadini dell’Unione Europea a pieno titolo. Ma appunto, obiettivo fondamentale rimane il superamento dall’attuale situazione dei campi: a partire da quello di Lungo Stura Lazio, un migliaio di persone o forse più, abbarbicate lungo la sponda della Stura, in condizioni igieniche – e di sicurezza – decisamente precarie.<br />
C’è anche un altro aspetto da tenere presente: miglioramenti delle condizioni di vita dei rom non potranno che avere ricadute positive su tutta la cittadinanza, a partire dagli abitanti dei quartieri oggi interessati dalla presenza dei campi abusivi.<br />
<strong>Nel corso dell’incontro, Andrea Tronzano ha sostenuto che buona parte dei nomadi rifiutano ogni integrazione: secondo il capogruppo del PdL, inoltre, occorrerà fare in modo ce una volta liberate le aree degli insediamenti abusivi, queste non vengano subito rioccupate. E una politica efficace di rimpatri incentivati, ha aggiunto, presupporrebbe un’intesa con il governo di Bucarest. Infine, ha chiesto all’assessore se veramente si intenda autorizzare l’insediamento spontaneo di nomadi sorto al fondo di corso Tazzoli, ricevendo in proposito una risposta negativa. </strong>(&#8230;)<br />
Nelle foto: <em>Immagine del campo nomadi non autorizzato di Lungo Stura Lazio. Si stima che vi risiedano un buon migliaio di persone, in gran parte di nazionalità romena</em></p>
<p>Claudio Raffaelli</p>
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		<title>«Rimpatri assistiti per i rom che accettano di andarsene» &#8211; CronacaQui</title>
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		<pubDate>Fri, 17 May 2013 09:15:34 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L’ipotesi del Comune che deve decidere come utilizzare 5 milioni. Gli uffici del settore Politiche sociali di Palazzo Civico «stanno lavorando alacremente» al bando peri primi interventi nei campi nomadi della città, finanziati con 5 milioni di euro dal ministro dell’Interno Maroni, nel 2011, solo oggi a disposizione della Prefettura. Eppure una vera tabella di [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><i>L’ipotesi del Comune che deve decidere come utilizzare 5 milioni.<br />
</i>Gli uffici del settore Politiche sociali di Palazzo Civico «stanno lavorando alacremente» al bando peri primi interventi nei campi nomadi della città, finanziati con 5 milioni di euro dal ministro dell’Interno Maroni, nel 2011, solo oggi a disposizione della Prefettura. Eppure una vera tabella di marcia ancora non c’è. Si torna a parlare di «rimpatri», sia pur «volontari», ma il tema sembra imbarazzare e non sembra un caso che dei quattro assessori invitati alla seduta congiunta della Quarta commissione, Diritti e Pari opportunità, abbia risposto alle domande dei consiglieri solo l’assessore al Welfare, Elide Tisi. Quando tanto al Pd, quanto al Pdl, è chiara l’emergenza e la necessità di superare le politiche assistenziali. Restano ancora un mistero, dunque, i dettagli del piano che partirà dagli «interventi per la legalità e la sicurezza», come i presidi interforze all’interno dei campi e quelli sanitari, per il quale sarà necessario individuare l’esatta interpretazione della formula «rimpatrio assistito» per chi manifestasse l’intenzione di andare via dalla baraccopoli di lungo Stura Lazio o dagli altri insediamenti regolari e non, come corso Tazzoli o via Germagnano.</p>
<p>La cittadella abusiva alle porte della città è ormai un’emergenza sociale e sanitaria conclamata. A Palazzo Civico presto saranno convocate le Asl a riferire sulle condizioni dei campi e la &#8220;favela&#8221; sarà la prima per la quale si proporrà un progressivo &#8220;svuotamento&#8221;, cercando di fornire anche la garanzia perché le baracche libere non vengano rioccupate. (…)</p>
<p><strong>«Oggi nel campo ci sono 827 persone, secondo il censimento dello scorso febbraio, ma non hanno dato alcuna disponibilità al rimpatrio volontario» spiega il consigliere Andrea Tronzano del Pdl, secondo cui «la delibera rischia di rimanere un libro dei sogni che scarica le coscienza, ma non produce effetti La situazione è fuori controllo, bisogna insistere sui rimpatri volontari anche attraverso un accordo con il governo romeno che scongiuri il ritorno a Torino».</strong> [E.Romanetto]</p>
<p><a href="http://andreatronzano.com/wp-content/uploads/2013/05/17-05-13_TorinoCronaca_Rom.jpg"><img class="alignleft size-large wp-image-13403" alt="17-05-13_TorinoCronaca_Rom" src="http://andreatronzano.com/wp-content/uploads/2013/05/17-05-13_TorinoCronaca_Rom-550x397.jpg" width="550" height="397" /></a></p>
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		<title>La pioggia spegne l’inceneritore – La Stampa</title>
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		<pubDate>Fri, 17 May 2013 09:05:47 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Impianto fermato per alcune infiltrazioni d’acqua, ma da ottobre funzionerà a pieno regime. Più dei test, delle analisi sui fumi che escono dal camino (finora nella norma), ha potuto la pioggia. Che, nei giorni scorsi, ha messo a nudo le falle di un impianto che &#8211; in parte &#8211; è ancora un cantiere, allagando l’inceneritore [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><em>Impianto fermato per alcune infiltrazioni d’acqua, ma da ottobre funzionerà a pieno regime.</em><br />
Più dei test, delle analisi sui fumi che escono dal camino (finora nella norma), ha potuto la pioggia. Che, nei giorni scorsi, ha messo a nudo le falle di un impianto che &#8211; in parte &#8211; è ancora un cantiere, allagando l’inceneritore del Gerbido. Nulla di grave, «solo qualche infiltrazione d’acqua», spiega Roberto Paterlini, il nuovo amministratore delegato di Amiat, l’azienda rifiuti oggi per il 51 per cento del Comune e per il 49 di Iren e Acea Pinerolo. Il Gerbido è stato spento per qualche giorno.<br />
L’attività dell’impianto, al di là dell’inconveniente, sta seguendo la tabella di marcia stabilita. «Questo mese verranno bruciate circa 6 mila tonnellate di rifiuti prodotti a Torino», ha raccontato Paterlini, ospite ieri, insieme con il presidente di Amiat Magnabosco, ai consiglieri delle commissioni Ambiente, Partecipate e Lavoro. «Nei mesi prossimi si salirà a 20 mila tonnellate, da ottobre a 35 mila». A quel punto, l’inceneritore sarà a regime, bruciando le 421 mila tonnellate annue per cui è stato costruito e accogliendo i rifiuti di Torino e di gran parte della Provincia.<br />
<strong>Più differenziata</strong><br />
Rifiuti che, hanno spiegato i vertici di Amiat, continuano a calare. Colpa della crisi e merito delle buone abitudini dei torinesi. Se nel 2012 Torino ha prodotto 260 mila tonnellate d’immondizia, nel 2013 si stima ne creerà 10 mila in meno. Un calo del 4 per cento che ha avuto lievi ripercussioni sulla raccolta differenziata, calata dal 43 al 42 per cento. Flessione che Amiat intende invertire estendendo la raccolta porta a porta a Crocetta, entro l’anno, e poi a San Salvario e Vanchiglia.<br />
Alle preoccupazioni di chi, come il presidente della commissione Ambiente Grimaldi, teme che l’avvento di Iren alla guida sia di Amiat che di Trm (l’inceneritore) possa fermare gli investimenti sulla differenziata, Paterlini ha risposto così: «Crescerà, anche sfruttando la sinergia con Acea». A Pinerolo, infatti, c’è un impianto all’avanguardia per trattare i rifiuti organici, il cosiddetto umido. Smaltisce 50 mila tonnellate l’anno. «Le vogliamo portare a 65 mila», annuncia Paterlini. «E poi ancora oltre: Pinerolo ha già le autorizzazioni per salire a 90 mila tonnellate». Stesso discorso per i siti per il trattamento della plastica.<br />
<strong>Assalto ai cassonetti</strong><b><br />
</b>La differenziata è un business. In Amiat se ne sono accorti quando hanno visto che oltre ai furti di rame (un classico), da tempo è in atto anche un assalto ai depositi di carta e alluminio. «C’è una vera e propria organizzazione», dice Magnabosco. Mezzi non autorizzati raccolgono materiali nelle aziende; a volte svuotano i cassonetti. In procura è stato presentato un esposto.<br />
<strong>Match sulla tassa </strong><br />
L’incremento della quantità d’immondizia riciclata, però, non servirà a ridurre la tassa sui rifiuti. Anzi, in agguato c’è la nuova Tares (stabilita dal governo Monti), che si annuncia ben più salata della vecchia Tarsu. La questione ha scaldato non poco la commissione di ieri. (…) Ben più cruento lo scambio tra il capogruppo del Pdl Tronzano e il vice sindaco Dealessandri. <strong>«Gli imprenditori chiudono perché non riescono a pagare la Tarsu che dipende da quanto costa Amiat», l’attacco di Tronzano. «Mentre da anni ci battiamo perché i coefficienti di calcolo della tassa per imprese e commercianti sono troppo alti, Amiat non se ne occupa ma in compenso continua a lodarsi»</strong>. Preludio a un match durissimo con Dealessandri, prima che entrambi abbandonassero la sala. (A. Rossi)</p>
<p><a href="http://andreatronzano.com/wp-content/uploads/2013/05/17-05-13_LaStampa_Inceneritore.jpg"><img class="alignleft size-large wp-image-13400" alt="17-05-13_LaStampa_Inceneritore" src="http://andreatronzano.com/wp-content/uploads/2013/05/17-05-13_LaStampa_Inceneritore-550x426.jpg" width="550" height="426" /></a></p>
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		<title>Tifo e politica. Anche in Comune si gioca if derby – TuttoSport</title>
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		<pubDate>Thu, 16 May 2013 08:33:17 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L’anno scorso la Lega propose la cittadinanza onoraria a Del Piero, ma il Consiglio si spaccò e l’istanza naufragò. Fassino è juventino, il predecessore Chiamparino del Toro. TORINO. Sì, è granata. Se qualcuno si è chiesto se Giovanni Maria Ferraris, il presidente del consiglio comunale di Torino, tifasse per il Toro la risposta è sì. [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><i>L’anno scorso la Lega propose la cittadinanza onoraria a Del Piero, ma il Consiglio si spaccò e l’istanza naufragò. Fassino è juventino, il predecessore Chiamparino del Toro.<br />
</i>TORINO. Sì, è granata. Se qualcuno si è chiesto se Giovanni Maria Ferraris, il presidente del consiglio comunale di Torino, tifasse per il Toro la risposta è sì. Insomma, il riferimento ai 29 scudetti non era casuale e neppure una gaffe, ma una voluta punzecchiatura granata ai campioni d’Italia bianconeri, ospitati nella Sala Rossa di Palazzo di Città. Il tutto davanti a Piero Fassino che non ha mai nascosto la sua fede juventina. Insomma, Ferraris, tifoso granata doc e &#8220;costretto&#8221; a celebrare il successo dei nemici ha infilato la frecciatina che non ha fatto mormorare solo gli ospiti d’onore bianconeri, ma anche la parte di Consiglio che tifa Juventus. Nei corridoi c’era, infatti, chi mormorava che in fondo &#8211; si poteva sorvolare sul numero della discordia&#8230;<br />
SPACCATURA Non è la prima volta che un derby divide il Comune. Recentemente aveva scatenato il dibattito la proposta del capogruppo leghista Fabrizio Ricca di assegnare la cittadinanza onoraria di Torino ad Alessandro Del Piero, che secondo chi la proponeva meritava una delle massime onoreficenze comunali per i meriti sportivi e il lustro portato alla città. La proposta aveva spaccato la Sala Rossa, in cui i capigruppo si erano espressi in modo completamente diverso.<br />
SALA ROSSA (…)</p>
<p><strong>Aveva chiuso il capogruppo Pdl Tronzano, nonostante il tifo juventino: «La cittadinanza onoraria va proposta con senso istituzionale, equilibrio e criterio e va condivisa da tutto il consiglio».</strong> Alla fine la cittadinanza non era stata concessa e c’era chi aveva subito ironizzato: «Del Piero è comunque cittadino onorario sul campo».</p>
<p>IL CORSO A onore di cronaca, tuttavia, va ricordato come il presidente del Consiglio comunale Ferraris, qualche mese fa aveva inaugurato Corso Gaetano Scirea (la via dello Stadium che prima era &#8220;Corso Grande Torino&#8221;, spostato davanti al Comunale). E in quell’occasione, il granata Ferraris aveva pronunciato belle parole per il leggendario capitano bianconero. [G.VA]</p>
<p><a href="http://andreatronzano.com/wp-content/uploads/2013/05/16-05-13_Tuttosport.jpg"><img class="alignleft size-large wp-image-13396" alt="16-05-13_Tuttosport" src="http://andreatronzano.com/wp-content/uploads/2013/05/16-05-13_Tuttosport-550x432.jpg" width="550" height="432" /></a></p>
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		<title>Il consiglio fiume su Iren apre la porta alle vendite – CronacaQui</title>
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		<pubDate>Wed, 15 May 2013 08:33:11 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Via libera alla dismissione delle quote: neanche Gtt è al sicuro<i> </i></p>
<p>Dopo una maratona d’aula iniziata alla 15 di lunedì e finita all’una e mezza del mattino successivo, il primo dato che balza agli occhi è la sostanziale tenuta della maggioranza che, nonostante qualche schermaglia interna, sembra aver fatto tesoro del confronto con il sindaco Fassino di domenica pomeriggio. Ma spulciando i testi votati dalla Sala Rossa, si scopre anche che il consiglio fiume sul nuovo assetto di governo di Iren porta in dote il preciso impegno della giunta a proseguire con il piano di vendita delle proprie aziende partecipate. Un’indicazione che, per quanto sfumata, è contenuta nero su bianco all’interno della mozione presentata dal Pdl e che l’aula ha approvato &#8211; con 33 voti a favore e 2 contrari &#8211; anche per non incorrere nelle pastoie di un ostruzionismo ad oltranza. «<strong>Si impegna il sindaco e la giunta &#8211; si legge nel testo presentato dal capogruppo Andrea Tronzano e emendato dal collega Paolo Greco Lucchina &#8211; a continuare, tenuti conto delle esigenze di bilancio, nel processo di dismissione delle quote di società a partecipazione pubblica di rilevanza economica anche fino al 100%, rispettando l’esito referendario e valutando di volta in volta la scelta migliore per la valorizzazione massima delle quote a favore della Città</strong>».</p>
<p>Di per sé, il testo della mozione del Pdl di indicazioni puntuali su questa o quella società non ne fa. Ma di certo non mette a riparo nessuna partecipazione della Città da una possibile vendita. Neppure Gtt, nonostante la ferma opposizione di parte della maggioranza a cedere anche solo una quota di minoranza dell’azienda che si occupa del trasporto pubblico. (…)</p>
<p>Una reale vendita di quote è infatti subordinata alle reali necessità di cassa della Città. Non a caso, per i prossimi giorni è convocata una nuova riunione di maggioranza per capire fino in fondo quale sarà il fabbisogno del Comune per chiudere i conti 2013. E comunque, dalla discussione in aula è emersa la chiara volontà di sfatare il &#8220;tabù&#8221; dell’intoccabilità delle azioni Iren. Tanto la mozione del Pdl, quanto quella presentata dalla Lega, che chiede di «attivare immediatamente una proceduta di valutazione delle quote azionarie per permettere una futura dismissione», quanto quella presentata dallo stesso Pd parlano apertamente di vendere parte della multiutility dell’energia. Il documento presentato dal Partito Democratico, in particolare, impegna sindaco e giunta «a valutare, se dovesse rendersi necessario, la possibilità della valorizzazione delle azioni risparmio» nonché «ad avviare in accordo con gli altri soci le procedure per superare il vincolo della maggioranza pubblica». <strong>Desiderio espresso anche dal Pdl, che con il suo capogruppo Tronzano ammette che «il nostro obiettivo era di far approvare la mozione che prevede la continuazione delle dismissioni di Iren e Gtt, tutelando l’occupazione, per diminuire il debito e abbassare le tariffe».</strong> (…)</p>
<p>[p.var.]</p>
<p><a href="http://andreatronzano.com/wp-content/uploads/2013/05/15-05-13_TorinoCronaca_Iren.jpg"><img class="alignleft size-large wp-image-13392" alt="15-05-13_TorinoCronaca_Iren" src="http://andreatronzano.com/wp-content/uploads/2013/05/15-05-13_TorinoCronaca_Iren-550x455.jpg" width="550" height="455" /></a></p>
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		<title>Iren, via libera alla nuova governance &#8211; NuovaSocietà</title>
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		<pubDate>Tue, 14 May 2013 16:00:42 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[E alla fine la Sala rossa ha dato il via libera alla nuova governance di Iren. Un primo risultato arrivato nella notte di un consiglio comunale che riprenderà oggi pomeriggio. Il voto che avrà effetto da subito è l&#8217;ultimo passo di una trattativa iniziata nel 2012 e che ha visto il complicato percorso a tappe [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>E alla fine la Sala rossa ha dato il via libera alla nuova governance di Iren. Un primo risultato arrivato nella notte di un consiglio comunale che riprenderà oggi pomeriggio. Il voto che avrà effetto da subito è l&#8217;ultimo passo di una trattativa iniziata nel 2012 e che ha visto il complicato percorso a tappe fra Torino, Genova, Reggio Emilia, rispettivamente soci di Iride sull&#8217;asse fra Piemonte e Liguria e di Enia. Il nuovo schema, almeno queste sono le intenzioni, dovrebbe aumentare l&#8217;integrazione e, cosa più importante per i cittadini, permettere di contenere i costi e migliorare i servizi. Il tutto, era un punto che ha creato non pochi problemi, senza che la quota pubblica scenda sotto il 51%, cosa che ha scontentato parecchio il Pdl. <strong>Per Andrea Tronzano: «Occorre continuare sulla strada delle dismissioni, superando il tabù del 51% pubblico, con la necessaria gradualità e con attenzione alla salvaguardia dell&#8217;occupazione»</strong>. <strong>L&#8217;unica concessione del capogruppo degli azzurri è che</strong>: «<strong>Bisognerà inoltre rispettare l&#8217;esito del referendum popolare sull&#8217;acqua, escludendo il servizio idrico dalle dismissioni</strong>». (&#8230;)<br />
Dal punto di vista politico il voto segna un compattamento della maggioranza che sostiene la giunta Fassino anche se restano attuali i punti delicati che potrebbero passare anche attraverso un rismpasto, tema su cui Fassino è consapevole di quanto occorra essere prudenti, ma certamente è una delle opzioni sul tavolo. (G. Ruotolo)</p>
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		<title>Governance Iren, il dibattito su delibera e mozioni &#8211; CittAgorà</title>
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		<pubDate>Tue, 14 May 2013 15:26:51 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Nel Consiglio comunale del 13 maggio, la votazione finale sulla deliberazione relativa a Iren e sulle mozioni ad essa collegate è stata preceduta dalle dichiarazioni di voto di alcuni capigruppo, delle quali viene di seguito riportata una sintesi. (&#8230;) Andrea Tronzano (PdL) La maggioranza ha sostanzialmente recepito i contenuti della nostra mozione ed è per [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright" alt="Presa elettrica" src="http://www.comune.torino.it/cittagora/uploads/presa525.jpg" width="189" height="126" /> Nel Consiglio comunale del 13 maggio, la votazione finale sulla deliberazione relativa a Iren e sulle mozioni ad essa collegate è stata preceduta dalle dichiarazioni di voto di alcuni capigruppo, delle quali viene di seguito riportata una sintesi.<strong> (&#8230;)</strong><br />
<strong>Andrea Tronzano (PdL)</strong><br />
<strong>La maggioranza ha sostanzialmente recepito i contenuti della nostra mozione ed è per noi un successo importante. Abbiamo voluto dare un segnale di responsabilità, interrompendo l’ostruzionismo, di fronte a queste aperture da parte della maggioranza. Occorre continuare sulla strada delle dismissioni, superando il tabù del 51% pubblico, con la necessaria gradualità e con attenzione alla salvaguardia dell’occupazione. Bisognerà inoltre rispettare l’esito del referendum popolare sull’acqua, escludendo il servizio idrico dalle dismissioni.</strong><br />
<strong>Non potremo votare la delibera nel suo insieme, poiché l’articolo 9 continua a prevedere il 51% in mano pubblica, c’è confusione tra i partner istituzionali (Torino con la maggioranza in fibrillazione, Genova, Reggio Emilia) e infine riteniamo che la “super holding del Nord” non sia un progetto da perseguire.</strong> (&#8230;)</p>
<div>Ufficio Stampa Consiglio Comunale</div>
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