Appendino in caduta libera, Tronzano (Fi): “Come a Roma, grillini inconcludenti, governare è più difficile che criticare” – NewsItalia Live

Appendino in caduta libera, Tronzano (Fi): “Come a Roma, grillini inconcludenti, governare è più difficile che criticare” – NewsItalia Live

Le critiche mosse al sindaco Chiara Appendino per una gestione che ha portato alla rottura dell’intesa istituzionale con Sergio Chiamparino, presidente della Regione, ai tagli dei finanziamenti, ai problemi interni al M5S locale e ai fatti di piazza San Carlo hanno scosso Torino che per la prima volta si interroga su una scelta che a distanza di un anno e mezzo in molti hanno già ritrattato.“Forse non tutti condividono, ma la politica non si improvvisa; – spiega Andrea Tronzano capogruppo di Forza Italia in consiglio comunale nelle due precedenti legislature – come in tutti i campi della vita occorrono esperienza e professionalità, qualità che si conquistano solo con gli anni. Governare è molto più difficile che criticare e questo mi pare emerga chiaramente dopo un anno di 5 Stelle sia a Torino sia a Roma.” A creare la frattura tra la giovane sindaca e la città i fatti di piazza San Carlo “Si è rotto l’incantesimo con i cittadini e ora Appendino è giudicata sui fatti concreti e non per le speranze che aveva generato. I sondaggi sul gradimento lo dimostrano chiaramente.” E’ un’analisi scevra da sterili polemiche quella di Tronzano, già capogruppo di FI in Consiglio Comunale, oggi fuori dalle Istituzioni nonostante il grande successo personale ottenuto nel 2016 essendo stato il più votato tra i candidati del centrodestra, allora diviso. “In questa fase molto delicata per la Città occorre provare a criticare costruttivamente. Dopo 30 anni di PCI/Pds/Ds/PD al governo di Torino un cambio di rotta ci voleva e il 2016 avrebbe potuto essere l’occasione giusta per il centrodestra, ma non è stato possibile purtroppo. Dobbiamo quindi guardare avanti e non rimuginare su quello che avrebbe potuto essere e non è stato. Ora siamo competitivi e uniti e l’intelligente guida del Presidente Berlusconi e le ottime capacità di Salvini e Meloni ci porteranno al Governo del Paese per dire basta ad un’Italia che, per chi governa oggi, deve funzionare al contrario rispetto a quelle che sono le aspirazioni degli Italiani.” Andrea Tronzano dall’alto della sua lunga esperienza in consiglio comunale analizza il perché del fallimento dell’amministrazione Appendino. “Chiara è una persona pregevole ed intelligente, – prosegue –  che ho conosciuto nei 5 anni di Consiglio in cui stavamo entrambi all’opposizione, trovo che politicamente non abbia rappresentato la chiusura con il passato che coloro che l’hanno votata speravano diventasse e non mi pare abbia un progetto concreto su ciò che dovrebbe diventare Torino. Questi sono per me i principali limiti della sua azione amministrativa, determinati anche da un gruppo di Consiglieri divisi su tutto e scaraventati a governare una metropoli. Se vogliamo entrare in alcuni dettagli cito promesse fatte in campagna elettorale e smentite dalle azioni; aveva sottolineato che non avrebbe aperto nuovi supermercati, che non avrebbe esternalizzato i servizi, che avrebbe agito sulle periferie, che avrebbe riorganizzato il Corpo di Polizia Municipale per contrastare abusivismo e criminalità. Non è stato così!” Al contempo però Tronzano sottolinea come: “l’attuale prima cittadina è  consapevole di quale danno procuri alle generazioni future un alto debito pubblico. Su questo tema mi pare abbia le idee chiare e le stia perseguendo con la forza di chi non vuole il consenso, ma certezze per i cittadini nel lungo periodo. Come lei, io penso che il PD abbia sottaciuto i gravi problemi di bilancio. Non mi interessa fare nomi, ma è innegabile che dal 2004 al 2007 il debito sia esploso e che alcune azioni necessarie non siano state fatte per non scontentare alcuni; questa strada ha penalizzato così la maggioranza dei torinesi; un esempio per tutti sono le tasse che nella Torino del PD hanno raggiunto vette insostenibili per i cittadini. E’ surreale che oggi lo stesso PD dica cose che durante il suo lunghissimo periodo di governo abbia costantemente smentito o applicato al contrario rispetto alle enunciazioni”. Un passato segnato da tanti errori della sinistra, un futuro che si preannuncia in salita: “Spero che Chiara Appendino proceda con le dismissioni, uno dei punti cardine, se gestito con reale apertura verso il privato, per migliorare i servizi e diminuire il debito.” Il giudizio però diventa fortemente negativo quando Tronzano analizza la capacità di governo del Movimento 5 Stelle: “I curricula via internet, il catapultamento nelle Istituzioni, l’uno vale uno e quindi la negazione della democrazia rappresentativa, il partito liquido on line senza un substrato di valori comune se non “essere contro” a prescindere non mi pare stiano dando i frutti da loro sperati. Un mix di qualunquismo rivoluzionario e anarchia che spero i cittadini comprendano e non legittimino più. La rappresentazione degli interessi eterogenei di una Città o di una Nazione non possono essere raffigurati da chi si è sempre e solo occupato, legittimamente, del proprio interesse personale nella vita quotidiana. L’inidoneità emerge in quasi tutti i Consiglieri; sembra un dettaglio, ma credetemi: prendere pochi voti di preferenza alle elezioni, nella maggioranza dei casi, non significa non essere collusi con i potentati o con interessi poco trasparenti come sostengono i “grillini”, ma semplicemente non essere rappresentativi di alcuna realtà sociale, culturale, sportiva, territoriale e di alcun interesse lecito e legittimo. Come fai a governare una Città senza conoscerla? Impossibile! E questo è quanto sta emergendo tra i rappresentanti dei 5 stelle.”

[F. BOSCO]

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