Beffa al cimitero Sassi. Arriva l’aumento Istat – Il Giornale del Piemonte

Beffa al cimitero Sassi. Arriva l’aumento Istat – Il Giornale del Piemonte

Aspettare anni l’esumazione del caro estinto e vedersi poi applicare tariffe più salate al momento dell’operazione vera e propria. Accade al cimitero Sassi dove è scoppiata una rivolta contro il Comune dopo l’adeguamento Istat del tariffario «un’imboscata» a detta degli operatori del settore delle pompe funebri che pensavano di aver spuntato il congelamento delle quote dopo una serie di colloqui con l’assessore. A cavallo tra il 2 e il 3 agosto, invece, le imprese sono state raggiunte dalla raccomandata del Comune con gli aggiornamenti, ma non tutti l’hanno ricevuta, complice anche il periodo di vacanza. «Alcuni non hanno neanche potuto ritirare la raccomandata – ha detto il presidente dell’Atif Ferruccio Benozzo – avevamo chiesto di temporeggiare, il momento economico non è brillante, il Comune avrebbe potuto tranquillamente rimandare gli aumenti». In passato Palazzo civico era già ricorso a questo piccolo accorgimento, per non pesare eccessivamente sul portafoglio della popolazione, soprattutto su una voce delicata come questa. Purtroppo però la stretta economica ha avuto il sopravvento, gli uffici senza pensarci su neanche troppo hanno predisposto la lettera e premuto il tasto «Invia». Le conseguenze sul piano pratico per qualcuno sono state una vera e propria beffa. Gli aumenti sono arrivati fino a 300 euro, per cui le operazioni di esumazione che saranno eseguite in autunno e rimandate da anni, subiranno l’aumento che sarà applicato come tariffa aggiuntiva rispetto a quanto versato in precedenza.

Il caso sarà trascinato in Sala Rossa da Andrea Tronzano del Pdl che ha preparato un ordine del giorno per chiedere una marcia indietro da parte del Comune. La trattativa evidentemente non era andata a buon fine e così è scoppiata la protesta. «Tutto risale a due mesi fa – racconta Benozzo – quando sono venuto a sapere ufficiosamente che durante l’estate, il Comune, tramite la società partecipata Afc Torino che gestisce i servizi cimiteriali, avrebbe applicato il consueto adeguamento Istat alle tariffe cimiteriali. Ho inviato al sindaco e al vice una mail in cui chiedevo, a fronte della crisi economica, un nobile gesto verso i propri cittadini/elettori, cioè il congelamento di tale aumento. Anni fa le tariffe cimiteriali erano rimaste invariate per 2/3 anni, per altri motivi, e poi erano stati applicati gli adeguamenti precedenti in un’unica soluzione, quindi tecnicamente e legalmente era fattibile». Dal Comune si è levato un silenzio assordante: «Dalle autorità cittadine non è pervenuta risposta alcuna, come previsto. La comunicazione di tali aumenti è stata inviata dalla Afc tramite raccomandata a tutte le imprese funebri a fine luglio. Sono state ricevute tra il 2 e il 3 di agosto e l’aumento aveva decorrenza il 6, cioè uno o due giorni lavorativi dopo. Si presume che alcuni l’abbiano ricevuta anche dopo o fossero assenti e a tutt’oggi ne siano all’oscuro. E non è la prima volta che Afc agisce in questo modo poco logico e senza rispetto alcuno per il lavoro altrui». Al vertice dell’azienda muncipalizzata siederà l’ex sindaco di Beinasco Gilberto Giuffrida, tesoriere di Piero Fassino che prende il posto di Santina Vinciguerra. Due soli i componenti del cda, Alessandro Bosco e Elisabetta Bove, ma sul primo penzola la spada di Damocle del ricorso sul concorso dei dirigenti su cui si dovrà esprimere il Consiglio di Stato. [Aco]

08.08.12_GiornalePiemonte_Sassi

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