Chiamparino: «Segnale di apertura» M5S: «Appelli della sinistra ipocriti» – CronacaQui

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«Salvare è dovere, accogliere è civiltà», «Otto persone posseggono il 50% della ricchezza mondiale». Con questi messaggi scritti su striscioni e cartelli ieri più di mille persone hanno protestato in piazza Castello contro la decisione del neo ministro degli Interni Matteo Salvini di non accogliere la nave Aquarius con 629 migranti, di cui 130 bambine e 7 donne incinte. Una manifestazione organizzata dal comitato “Mai più fascismi” cui aderiscono diverse sigle tra cui l’Anpi, l’Arci, l’Acli, Cgil, Cisl, Partito democratico e Liberi e Uguali. E a cui il M5S in Comune, invitato dai dem dopo le parole a favore dell’apertura dei porti dell’assessore Marco Giusta, si è rifiutato di partecipare: «Lui ha parlato a nome suo, scendere in piazza sarebbe inopportuno – ha detto la capogruppo Valentina Sganga -, io non accetto lezioni di moralità ed etica da nessuno di quelli che avrebbero dovuto fare qualcosa e non hanno mai mosso mezzo dito». Assenza che ha fatto arrabbiare il segretario metropolitano del Pd Mimmo Carretta, che non vedendo nemmeno Giusta in piazza ha affermato: «Per coerenza dovrebbe dimettersi o essere qua a protestare. Dare seguito con i fatti alle parole. Non è una manifestazione di partito, la gente ci ha chiesto unità, ed è con quello spirito che siamo scesi per dire quanto ci sia di sbagliato nelle parole di Salvini».

Ma a spaccarsi non è stata solo la Sala Rossa, ma anche la Regione. A scendere in piazza il presidente del consiglio regionale Nino Boeti e il governatore Sergio Chiamparino: «Di fronte a un linguaggio anche violento di chiusura è giusto dare un segnale di apertura e di accoglienza», ha detto l’ex sindaco che ha rilanciato la sua proposta di dare vita a corridoi umanitari organizzati dall’Ue, per questo sarà necessaria una revisione del Trattato di Dublino «pur sapendo che sono proprio gli stessi esponenti politici europei più vicini a Salvini che avversano la modifica». Contro di lui si è schierato innanzitutto il M5S. «Chiamparino – hanno attaccato Davide Bono e Giorgio Bertola -prima di impartire lezioncine di democrazia si occupi di ospedali, liste d’attesa e frane. Sulla vicenda Aquarius le sue parole suonano come surreali perché pronunciate da un politico appartenente a quello schieramento che non ha risolto nulla sul fronte della corretta gestione dei flussi migratori e dei rapporti europei». Biasimo anche dal consigliere regionale di Fi, Andrea Tronzano: «I leader del consiglio regionale dovrebbero rappresentare tutti e non solo una parte e in più vanno contro disposizioni del ministero che sovrintende l’ordine pubblico e la sicurezza italiana». (…) [G.Ricci]

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