Gtt, a rischio altri chilometri. Nel mirino ritocchi ai biglietti – Il Giornale del Piemonte

Gtt, a rischio altri chilometri. Nel mirino ritocchi ai biglietti – Il Giornale del Piemonte

Tronzano (Fi): «Preoccupano ulteriori riduzioni delle linee»

II trasporto pubblico locale continua a essere il tasto dolente di ogni amministrazione. E Torino non fa eccezione: dopo il taglio di un milione di chilometri praticato l’anno scorso, l’agenzia della mobilità «non esclude» anche per quest’anno un’operazione simile. Non è escluso neanche un ritocco del costo dei biglietti, se a conti fatti l’azienda si dovesse trovare con il segno meno sulla voce entrate. L’audizione in commissione di ieri mattina non ha sciolto i dubbi ai commissari sul futuro dell’azienda.

Una delle variabili è ovviamente il finanziamento regionale al trasporto pubblico locale, il quale a sua volta dipenderà dalla ripartizione statale. Se dunque i commissari volevano farsi un’idea di che morte dovranno morire in vista del nuovo anno, le aspettative sono andate deluse. «La non esclusione di ulteriori tagli sul chilometraggio ci preoccupa – spiega il consigliere comunale di Forza Italia, Andrea Tronzanoperché i cittadini ne hanno subita una pesante appena un anno e mezzo fa». Tronzano punta il dito sulle periferie che «fanno fatica a collegarsi con altre zone della città e le attese che sono diventate spasmodiche».

Sono state confermate le solite due leve sulle quali l’agenzia potrà agire, ovvero quella tariffaria con un ritocco sui ticket, più spostata su quelli singoli che sugli abbonamenti, fatte salve le fasce protette. La seconda è la riduzione del servizio con il taglio delle corse. Ma c’è poi una terza leva, ovvero quella dell’evasione. La quota stimata ufficialmente è del 5 per cento, ma in realtà si stima che si aggiri almeno intorno al 10, tenuto conto che la media nazionale è del 20. Potenziando la rete di controlli, qualche soldo in più potrebbe entrare.

«È troppo alta l’evasione reale dal pagamento del biglietto – osserva ancora Tronzano – che penalizzagli onesti cittadini torinesi. Per quanto ci riguarda puntiamo a migliore la frequenza, la sicurezza e la puntualità dei mezzi pubblici che assolutamente non è soddisfacente. Ritengo sia ora di rendere concorrenziale Gtt aprendo ai privati, non finanziari ma industriali, per diminuire le tariffe, aumentare l’occupazione e rendere efficace il servizio».

Quella della vendita si e dimostrata un flop dopo i tentativi portati avanti sia dalla giunta Fassino sia da quella del suo predecessore Chiamparino. Troppo larghe le divergenze tra chi chiedeva la cessione dell’ottanta percento della quote, e chi chiedeva che l’azienda di fatto restasse in mani pubbliche. Il mercato ha confermato ciò che si temeva, e cioè che nessuna azienda si sarebbe fatta carico della municipalizzata più sindacalizzata e clientelare d’Italia. Cosi, dopo aver sbattuto il muso contro il muro, l’operazione è arrivata al capolinea. A adesso l’azienda deve fare di necessità virtù. I dipendenti non si possono toccare. I trasferimenti al trasporto pubblico locale sono più che mai ballerini. Per giunta con la variabile dei conti di palazzo Chigi. Non è affatto detto che gli stanziamenti aumenteranno. Anzi.

21.01.16_GiornalePiemonte_Trasporti

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