Lavoro: le preoccupazioni di chi non ce l’ha , le riflessioni della politica e una bella storia – TorinoOggi

Lavoro: le preoccupazioni di chi non ce l’ha , le riflessioni della politica e una bella storia – TorinoOggi

Il racconto di un caso di “working byout” nell’ultima puntata di Backstage: come i lavoratori di un’azienda in fallimento sono diventati imprenditori.

Due persone che sul nostro territorio si sono tolte la vita per motivi economici negli ultimi giorni. Il cardinal Nosiglia in apertura della via crucis del Venerdi Santo torna sulla questione lavoro: è centrale ed esserne privati significa diventare più fragili. “ Trovandomi alla ricerca di un lavoro non giudico chi si trova a compiere gesti estremi ma comprendo la frustrazine e la preoccupazione di non riuscire ad affrontare il futuro”. Lo scrive, in una lettera resa pubblica, Federica Fulco, presidente dell’associazione Torino in Movimento ma anche parte in causa in quanto persona alla ricerca di un’occupazione dopo aver perso quella che aveva svolto per quasi vent’anni. Ne ha parlato lunedì scorso durante la diretta online di Backstage, in onda ogni lunedì alle 21 su Torino Oggi e sulla stessa pagina Facebook, raccontando a quali vicissitudini va incontro una persona chi cerca lavoro, tanto più se è donna. La Fulco grida, metaforicamente, tutto il suo disagio e chiama in causa anche l’amministrazione torinese: “Sappia la sindaca che essere donna non è solo aver bisogno di fasciatoi, è riuscire a non essere discriminata quando si cerca un lavoro”.

Ma ha senso parlare di destra e sinistra a proposito di un tema come questo? Oppure è più corretto parlare di “alto” e “basso”, nel senso che quando ci si trova nella parte “bassa” della società , destra e sinistra tendono a sovrapporsi? Per Antonio Ferrentino, consigliere Pd della Regione Piemonte, la questione va certamente affrontata alla luce della propria formazione politica. Ad esempio, sostiene, “io considero il reddito di cittadinanza appartenente ad una “cultura del non lavoro” in cui non mi riconosco”. “Certo, concorda Andrea Tronzano, consigliere regionale di Forza Italia, c’è ancora senz’altro destra e sinistra e in tema economico le ricette proposte dal centro destra sono più adatte, a mio avviso, all’attuale contesto economico rispetto a quelle del centro sinistra. Il concetto di sovranità , ad esempio, è a difesa del nostro sistema delle piccole e medie imprese. L’Europa invece ci sta attaccando proprio sulle piccole e medie imprese, non sta difendendo l’Italia e, dall’altra parte, sta erodendo i nostri risparmi. Quindi non c’è scelta: bisogna diminuire le tasse, diminuire la burocrazia, permettere un accesso al credito in linea con quanto accade negli altri Paesi”. “La questione è anche la formazione, ribatte Ferrentino, non è più come una volta che quando si iniziava con un lavoro si terminava con lo stesso. Ora bisogna che le persone siano formate per svolgere eventualmente un altro compito”.

Uno squarcio di luce è stato portato dall’esperienza della Cartiera Pirinoli di Roccavione , in provincia di Cuneo. Il vicepresidente della cartiera Pirinoli Società Cooperativa, Ferdinando Tavella, ha raccontato l’esperienza della loro “fabbrica”, come gli piace chiamarla. E’ una storia che tecnicamente rientra nel “working byout”, ovvero lavoratori che rilevano l’azienda in fallimento nella quale lavorano e si trasformano in imprenditori. E così è accaduto per i lavoratori della Pirinoli: nel 2012 l’azienda si ferma, per i lavoratori gli ammortizzatori sociali, tentativi vari di presunte cordate di imprenditori. Nel 2014 i 152 dipendenti sono di fronte al fallimento dell’azienda. A quel punto decidono di giocare il tutto per tutto: “Io a quell’epoca facevo il direttore amministrativo. Conoscevo i numeri. Col responsabile dello stabilimento abbiamo fatto un piano industriale condiviso con i lavoratori, ci siamo costituiti in cooperativa, abbiamo ricapitalizzato l’azienda, tutti i lavoratori che hanno aderito al progetto hanno versato una quota di mobilità. Ci siamo messi in gioco, d’altra parte non c’era nulla all’orizzonte, abbiamo capito che dovevamo fare da soli. Gli ostacoli e le difficoltà sono state tante ma devo riconoscere che che tutti hanno fatto la loro parte, dalla Regione Piemonte che si è mobilitata alle Rsu che hanno tenuto insieme i lavoratori. Nel 2017 ho visto finalmente un bilancio positivo. Quest’anno abbiamo chiuso con un fatturato di 35 milioni di euro”.

Bravi. E grazie per aver permesso a Backstage di raccontare una bella storia.

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