M5S- Lega: sintonia solo sull’Europa. E’ una dote sufficiente per un matrimonio? – TorinoOggi

M5S- Lega: sintonia solo sull’Europa. E’ una dote sufficiente per un matrimonio? – TorinoOggi

Nell’ultima puntata di Backstage il confronto sul reddito di cittadinanza, questione dirimente per trovare un accordo

Non sono tanto le cose dette quanto ciò che si può leggere in trasparenza a dare l’idea dei rapporti tra le forze politiche in questi giorni di confronti , scambi, parole soppesate , aperture e chiusure.

E’ quanto si evince ascoltando l’ultima puntata di Backstage, il format online in diretta ogni lunedì su Torino Oggi e su Facebook alle 21 in cui si sono confrontati Francesca Frediani, consigliera regionale del M5S, Andrea Tronzano, prossimo ingresso in Consiglio Regionale nelle file di Forza Italia, subentrato a Porchietto eletta alla Camera e Gualtiero Caffaratto, neo deputato della Lega su un tema dirimente come il reddito di cittadinanza e i rimedi alla povertà.

Dopo un’introduzione a cura di Gustavo Rinaldi, docente di Economia all’Università di Torino e alla prestigiosa scuola di management ESCP, il dibattito si è svolto all’insegna della pacatezza e della reciproca disponibilità all’ascolto. Eppure…

Gli esponenti politici presenti in studio sono tutti espressione del territorio, persone giunte a questi ruoli al seguito di un proprio percorso di militanza. Capaci dunque di interpretare e comprendere il “sentiment” della propria base elettorale. Ebbene, si diceva, grande reciproca disponibilità ma qualcosa non convince. C’è la sensazione che per quanto realmente intenzionati a trovare punti di accordo e consapevoli delle responsabilità che il momento politico richiede, non riescano a fare battere il cuore in sintonia. A fronte di un atteggiamento in generale più interlocutorio di Tronzano, Caffaratto manifesta tutte le perplessità dell’elettorato leghista: “L’obiettivo deve essere creare posti di lavoro e per farlo è necessaria una tassazione più adeguata che induca gli imprenditori ad investire. Il reddito di cittadinanza? Sono contrario anche per una questione di principio, disincentiva i giovani alla ricerca del lavoro, non si può pensare ad una assistenza a vita”. “Il reddito di cittadinanza è una misura di sostegno che permette, ad esempio, ai giovani di entrare nel mondo del lavoro attraverso un percorso di formazione ed evita che finiscano sfruttati per pochi soldi”, risponde subito Frediani. Le due posizioni non potrebbero essere più lontane. Tronzano si addossa il ruolo di pontiere: “Non mi scandalizza la possibilità di fare un governo con il M5S. Si tratta di smussare gli angoli, di trasformare il reddito di cittadinanza in reddito di dignità che avrebbe costi inferiori, fondamentale semmai è una forte diminuzione della tassazione. Diamo mandato a Salvini in modo che possa andare in Parlamento con due o tre punti e su quelli trovare la coesione. Dignità, sviluppo, pensioni. Sono i tre punti su cui è possibile trovare l ‘accordo”. Le parole in questo momento sono importanti, lo ricorda implicitamente Frediani sottolineando che “il M5S non fa alleanze ma convergenze sui temi. Il discorso del reddito di cittadinanza è per noi prioritario. D’altra parte già nelle scorse campagne elettorali lo slogan è stato “nessuno deve rimanere indietro”. Tiene il punto l’esponente leghista: “Passano tre anni e poi siamo daccapo, non si è risolto nulla , si crea solo nuovo precariato.” No, risponde la consigliera cinquestelle, il reddito di cittadinanza è collegato ad un percorso formativo e di inserimento nel mondo del lavoro.

A questo punto la domanda sorge, come si dice, spontanea: ma il reddito di cittadinanza lo capiscono di più gli esponenti del centro destra o del Pd? “Parliamo di tematiche come la protezione sociale che , storicamente , dovrebbero appartenere di più alla sinistra, però mi aspetto che, proprio prendendo atto dell’attuale situazione sociale, anche il centro destra e la Lega , che come il M5S è una risposta al malessere, lo capisca”. Tronzano però vuole mettere le cose in chiaro, a scapito di equivoci: “Sia chiaro che una cosa non deve accadere, che il Pd torni al governo, il Pd ha perso le elezioni e non governa”.

Infine l’Europa, tornata in agenda con la frase di Macron e Merkel al vertice di Parigi: il voto in Italia ha scosso l’Europa. Ed ecco, ora anche i cuori, oltre alle parole, battono all’unisono: “no” ad una certa Europa, quella che finora si è interfacciata con la forza politica che è stata sconfitta, no all’Europa che si fa dettare la linea da Merkel. Tutti d’accordo. Ecco, forse, partiamo da qui. [P. Corniati]

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