Nuovo governo e grandi opere, Chiamparino: «Per fermare la Tav devono passare sul mio corpo» – DiarioWeb

Nuovo governo e grandi opere, Chiamparino: «Per fermare la Tav devono passare sul mio corpo» – DiarioWeb

Il ministro Toninelli: «Subito al lavoro per migliorare infrastrutture e trasporti». Il presidente del Piemonte pronto a sacrificarsi per l’alta velocità

Per le infrastrutture e i trasporti «ci sono tanti dossier importanti, a partire dalle grandi opere in via di costruzione, e questioni complesse alle quali mi dedicherò nelle prime settimane del mio incarico». Lo ha detto il neoministro delle infrastrutture Danilo Toninelli al passaggio di consegne con il ministro uscente Graziano Delrio. «Bisogna rendere la macchina degli appalti sempre più efficiente – ha sottolineato Toninelli – ecco perchè servirà anche uno snellimento amministrativo, per esempio sul fronte delle delibere Cipe». Nell’incontro tra Toninelli e Delrio, spiega il ministero, si è parlato di «programmazione oculata delle opere, potenziamento del project review affidato alla Struttura tecnica di missione e implementazione del metodo di valutazione costi-benefici. Ma anche minore discrezionalità nella scelta delle priorità e maggiore capacità progettuale per togliere spazio alla corruzione e all’illegalità. Senza dimenticare l’esigenza puntare sull’intermodalità e di spostare i fondi sul ferro, aumentando gli investimenti soprattutto sulle tratte regionali e migliorando la manutenzione della rete». Sul tavolo anche «il rafforzamento della capacità di progettazione di Anas, attenzione al tema delle concessioni autostradali e al rapporto tra piani tariffari e investimenti, valorizzazione dei porti e avvicinamento del Sud al Nord attraverso migliori collegamenti».

Chiamparino pronto al sacrificio per la Tav
Intanto due atti di indirizzo a favore della Torino-Lione sono passati oggi in Consiglio regionale del Piemonte, con i voti della maggioranza di centrosinistra e dell’opposizione di centrodestra (Lega, Forza Italia). I due atti di indirizzo approvati, sono stati presentati uno dal Pd con primo firmatario, Antonio Ferrentino, e uno da Carla Chiapello dei Moderati, insieme a Forza Italia e Lega. Respinto l’ordine del giorno del M5S che chiedeva di fermare le gare d’appalto per avviare uno studi su costi e benefici dell’opera. Nel corso del dibattito su Tav ha preso la parola anche il presidente della Regione Piemonte, Sergio Chiamparino, che ha sollecitato le forze del Piemonte «che credono nella crescita e nello sviluppo a far sentire la loro voce. Finchè sono qui prima di bloccare la Torino-Lione – ha assicurato Chiamparino – devono passare sul mio corpo». Perché «se i fondi europei non vengono impiegati per costruire la Torino-Lione non possono essere dirottati sulle piccole opere ma tornano in Europa. Sostenere poi che per la Torino-Lione non c’è una domanda di trasporto sufficiente è un’altra sciocchezza. Se Cavour nel 1860 si fosse basato su piccole previsioni a breve periodo al massimo avrebbe raddoppiato la mulattiera del Moncenisio. Invece fece costruire il traforo del Frejus, un’opera che provocò lo spostamento della domanda di trasporto» ha spiegato Chiain una «grande piattaforma logistica in concorrenza con quelle del nord Europa quali Anversa e Amsterdam».

Anche Forza Italia pronta a difendere la Tav
«Comprendo che il Movimento Cinque Stelle abbia ottenuto voti cavalcando la questione No Tav, ma deve essere chiaro che, pur rispettando il voto popolare, procedendo in questa direzione i grillini marginalizzano il Piemonte, condannandolo all’isolazionismo nei confronti della Lombardia e del Veneto». Ad affermarlo in Consiglio regionale è Andrea Tronzano, vicecapogruppo di Forza Italia in Regione Piemonte. «C’è qualcuno che crede di avere la verità in tasca, ma continua a fornire dati differenti da quelli comunicati dagli Enti istituzionali legittimati tecnicamente e scientificamente a farlo. Si dice che non esistono penali, se si cancella l’opera, peccato che non si tratti di penali, ma di rimborsi per un valore di 2 miliardi di euro come ricordato anche da autorevoli esponenti francesi. Mi pare ci sia chi fa il gioco delle tre carte sulle virgole e sui numeri, per accarezzare il proprio elettorato» ha attaccato Tronzano. «Il Movimento ci deve dire come intende far crescere il Piemonte se lo isola dal resto dell’Europa e del Nord d’Italia. Lombardia e Veneto non piangerebbero se noi mettiamo uno stop in Val di Susa alla Torino-Lione, perché loro le infrastrutture le hanno. Piangerebbe invece la provincia di Torino che attorno ad Orbassano e Beinasco può costruire sulla logistica una occasione di occupazione» ha concluso l’esponente di Forza Italia.

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