Smog, divieti, blocchi e rinvii. Per ora viaggia la confusione – CronacaQui

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Tra chi li definisce «dispetti istituzionali» e chi grida al caos, il blocco dei veicoli più inquinanti ratificato dal “protocollo padano” a Torino e in 33 Comuni della provincia è rimandato a data da destinarsi. Lo “stop” ai veicoli Euro 0, diesel Euro 1 e 2, previsto per tutto l’anno dal lunedì al venerdì, oltre a quello dei diesel Euro 3, valido per sei mesi, sarebbe dovuto cominciare ieri. Non fosse stato per il corto circuito innescato dalle decisioni prese da Regione e Città Metropolitana, che ha scelto di rimandare tutto. Che cosa non ha funzionato? La Regione ha emesso lo scorso venerdì – a due giorni dall’inizio del blocco – un’ordinanza che, nei fatti, andava in contraddizione con quanto stabilito dalle quelle firmate dai sindaci dei singoli Comuni, capoluogo compreso. Torino – insieme alle 33 amministrazioni con più di 15mila abitanti che partecipano al Tavolo sulla qualità dell’aria era giunto – dopo lunghi tavoli di contrattazione era riuscita ad arrivare a un documento con linee comuni, presentato lo scorso luglio, ma l’ordinanza regionale ha cambiato considerevolmente le carte in tavola. (…) In seguito alle dichiarazioni provenienti da Palazzo Lascaris, Città Metropolitana ha deciso dunque di prendere in mano le redini e di convocare d’urgenza i 33 Comuni coinvolti per mettere chiarezza. Risultato? Tutto fermo, onde evitare discrepanze, dannose soprattutto per i pendolari. La partita si sposta ora a giovedì 4 ottobre, quando il provvedimento della Regione verrà inserita all’interno della Gazzetta Ufficiale e se ne potrà discutere. Per questa data è stata indetta una seconda riunione presso la sede della Città Metropolitana per valutare un nuovo piano comune. Uno dei nodi cruciali riguarda le deroghe assegnate dalla Regione agli operatori reperibili e agli ambulanti, che ora spingono per mantenere invariate le loro esenzioni. Questi sarebbero esonerati dai blocchi – sia strutturali che temporanei – anche se alla guida di mezzi Euro 1, 2 o 3. Un altro punto importante di discrepanza riguarda il cosiddetto “semaforo viola” che scatta dopo venti giorni di sforamento dei 50 microgrammi di inquinante al metro cubo. Blocco che l’ordinanza regionale non prevede, così come non prevede nessuna limitazione per i mezzi diesel Euro 5.

«È evidente che i due enti non dialogano tra loro – hanno commentato Andrea Fluttero e Andrea Tronzano, capogruppo e vicecapogruppo di Forza Italia in Regione Piemonte -. Comprendiamo che vi siano divergenze politiche tra Pd e Movimento Cinque Stelle, con l’approssimarsi del rinnovo del Consiglio Regionale. Queste tensioni però non possono essere scaricate sui cittadini, in particolare quando in gioco ci sono politiche che interessano in modo diretto la loro salute». Nell’attesa quindi di nuove istruzioni da parte di Città Metropolitana, la Regione ha stabilito la sospensione delle misure antismog già approvate in sei Comuni: Torino, Orbassano, Chieri, Beinasco, Leinì e Venaria. [A. Palombo]

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