Terremoto per assessori e capigruppo. I superstiti dell’era Fassino sono solo 4 – CronacaQui

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Tré consiglieri salvi. Oltre ovviamente a Chiara Appendino, che guarderà tutti dall’alto del suo scranno da sindaco. La Sala Rossa degli ultimi cinque anni è stata spazzata via dal voto dei torinesi. La rivoluzione grillina ha fatto entrare in Comune 24 volti nuovi, senza dubbio, e questo ha spostato tutti gli equilibri, già mutati dopo il pessimo risultato del centrodestra diviso. Ma non solo. (…)

Nel centrodestra la situazione è differente, perché a condannare alcuni dei consiglieri uscenti non è stato il gradimento personale, quanto il risultato delle rispettive coalizioni. In pratica. Napoli e Rosso sono riusciti a eleggere solo se stessi e Morano ha totalizzato solo un seggio in più (quello del leghista Ricca). E se nel Carroccio a boccia asciutta è restato Roberto Carbonero, in Fratelli d’Italia nulla hanno potuto i 1.255 consensi di Maurizio Marrone, fuori insieme a Paola Ambrogio. Inutili anche i 1.158 voti raccolti con l’Udc da Enzo Liardo, con l’ulteriore beffa che se mai Roberto Rosso decidesse di dimettersi, in Sala Rossa entrerebbe l’ex consigliere provinciale Raffaele Petrarulo. Con lui, escluso anche Paolo Greco Lucchina mentre non ce l’ha fatta Angelo D’Amico con la lista civica di Morano. Out pure Ferdinando Berthier con i Moderati in Rivoluzione. Discorso a parte per Andrea Tronzano, 1.471 voti in Forza Italia ma nessuna chanche di tornare in aula: il posto disponibile spetta infatti a Osvaldo Napoli. Per convincere l’ex parlamentare a lasciare è addirittura partita una petizione on line, con una richiesta ai vertici del partito di premiare il lavoro di Tronzano.

21.06.16_ToCronaca_Consiglio

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