Tronzano (FI): Così possiamo evitare il Torino-centrismo – Il Corriere di Chieri

Tronzano (FI): Così possiamo evitare il Torino-centrismo – Il Corriere di Chieri

In questi giorni l’assemblea della Città Metropolitana sta cercando di elaborare una fase costituente che trovi equilibrio tra diversi interessi. Ma in quale modo?

Premetto che la Città Metropolitana è un ente che sostanzialmente si sovrappone alla defunta Provincia e nella sua essenza non modifica nulla, se non diminuendo gli spazi dedicati alla democrazia. Si tratta di una riforma che si rivelerà inutile e non – come dice il Ministro – una riforma storica. Poche risorse, assenza di voto popolare, 18 consiglieri per 315 Comuni, stesse competenze, stessa estensione. Un fallimento.

Detto questo, la legge è questa e si rispetta. Dobbiamo concorrere a mitigare i nefasti princìpi inseriti nella norma nazionale attraverso regole del gioco condivise da tutti i territori della ex Provincia di Torino. I Sindaci e i cittadini, infatti, non hanno bisogno di liti, ma di soluzioni che consentano un efficace governo del loro territorio.

La fase costituente ci impone di lavorare per il bene comune e tutte le liste stanno collaborando lealmente a favore di uno Statuto – la carta costituzionale dell’Ente – che sia la virtuosa sommatoria di idee non sempre conciliabili.

Innanzitutto, escludo a priori che Torino voglia soverchiare e assoggettare gli altri 314 Comuni. E’ già emerso evidente il rispetto che tutti gli eletti hanno nei confronti dei territori. Il compito di costruire la Città Metropolitana e le zone omogenee non ce l’ha, con tutto il rispetto per il lavoro svolto, Torino Strategica, ma deve averlo – e lo ha – la politica. Qualunque ipotesi che compaia in documenti diversi da quelli del consesso dei 18 Consiglieri non ha alcun valore concreto.

Mi concentro, per non divagare, sui due temi più urgenti per gli amministratori locali: lo Statuto e le zone omogenee.

Il mio pensiero è sostanzialmente identico a quello che mi pare prevalga nel territorio della Collina, del Pianalto e della Pianura del Po: politiche di coesione, tenere conto delle peculiarità e dei bisogni delle singole amministrazioni, cooperazione intercomunale.

Il risultato lo si potrà raggiungere soltanto se si partirà dall’identificazione di quello a cui serviranno le zone omogenee e se all’interno dello Statuto emergeranno chiari alcuni concetti: previsione di un organismo di collegamento costituito dai Sindaci della zona omogenea in grado di interloquire con gli organi della Città Metropolitana; esercizio delle funzioni amministrative della Città Metropolitana in forma decentrata, anche mediante l’organizzazione di uffici comuni tra le amministrazioni comunali; sostegno e promozione dei processi di unione da parte della Città Metropolitana, anche con proprie strutture e proprio personale; un meccanismo della delega da Città Metropolitana a zone omogenee, e quindi ad una unica unione di Comuni per singola zona omogenea, economicamente efficiente.

Questi elementi permetteranno un protagonismo municipale che tutto potrà essere meno che definito “Torinocentrismo”.

Maggiore sarà la nostra saggezza e più intensa la lungimiranza dei singoli territori nel costruire le zone omogenee, maggiore sarà la possibilità di creare vere aree coese e efficaci, in grado, in una prospettiva ventennale, di poter fondere i propri campanili.

Assolutamente utili, quindi, i documenti di unità di intenti dei vari Comuni della zona; attenzione, però, che essi non realizzino quello che non vorrebbero realizzasse Torino nei loro confronti; quindi, non ci sia egemonia da parte dei Comuni grandi, Moncalieri in particolare, nei confronti di quelli piccoli. Ritengo utile dare uno spazio importante alle forze sociali, in particolare imprenditoriali, nella pianificazione strategica e territoriale; lo sviluppo economico e delle attività produttive deve essere il nostro faro. Nella creazione delle zone omogenee occorre quindi, senza indugio, tenere conto delle vocazioni produttive e delle caratteristiche sociali ed economiche delle diverse aree. Infine, inserire nello Statuto un centro di confronto permanente tra le rappresentanze politiche, economiche, sociali, culturali e religiose del territorio sarà una fenomenale impronta che dovremo lasciare.

Andrea Tronzano Consigliere metropolitano, secondo eletto nel seggio del Chierese

26.12.14_CorriereChieri_lettera

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